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martedì 7 febbraio 2012

siamo sicuri di sapere che così un buon brodo o un buon bollito?




      



 
                                                         oppure





Sono due procedimenti diversi. Per il brodo, è necessario creare la condizione affinchè le sostanze presenti nel liquido, come carne, sedano, carote, cipolle, ecc... Rilascino tutti i loro principi nutritivi. E' quindi per questo motivo che la carne e tutte le verdure, vanno messe in acqua fredda e portate poi a lenta ebollizione. Nel caso del bollito invece, è importante bloccare la fuoriuscita di tutti i succhi nutritivi contenuti nella carne. Ecco perciò che questa deve essere immersa in acqua bollente. Le verdure saranno invece aggiunte all'acqua fin dall'inizio. In questa maniera è facile capire che si formerà sulla superficie quella pellicola protettiva come descritto per la preparazione dell'arrosto. si procede poi facendo sobbollire la carne per il tempo necessario alla cottura. Così facendo il calore penetrerà nella carne in maniera graduale e la renderà tenera. La carne sarà quindi cotta quando il forchettone penetrerà la stessa senza incontrare resistenza.
Due cose risultano importanti infine, per ottenere un buon brodo vi consiglio di utilizzare il sale con parsimonia e semmai aggiustare il tutto alla fine. Un' altro è quello di eliminare la schiuma che appare in superficie. questo procedimento è necessario per impedire l'intorpidimento del brodo stesso.

sabato 28 gennaio 2012

Scherza con il cuoco ma non con il fuoco


Tutto fa' brodo! E con questa scusa un mio amico intossicò la propria famiglia.
Cominciamo bene voi direte, ma è necessario rendersi conto che i pericoli in cucina sono tantissimi, dalle scottature, ai tagli con il coltello, ma anche con un semplice barattolo di conserva, alle intossicazioni da gas, passando alle fuggitive e incontinenti intossicazioni da salmonella, o peggio ancora da botulino.
Tempo fa' il figlio di una mia collega vedendo prendere fuoco la padella nella quale si stava cuocendo una bistecca ha pensato bene di versarci dell'acqua innescando un piccolo ma suggestivo incendio che ha bruciato l'intera cucina.
  Se anche voi avete delle incertezze in materia seguitemi, male che vada ci scherzeremo sopra!
Igiene in cucina

Dalle nostre parti c'e un detto che recita così:"Quel che passa passa e quel che no strangola ingrassa".
Ma purtroppo non sempre è così, chi cucina deve essere consapevole che alle volte gli alimenti se utilizzati in modo erroneo, possono dar luogo ad effetti indesiderati, veicolando microrganismi o sostanze tossiche.
È importante quindi porre attenzione sulla salubrità e la buona conservazione dei generi alimentari, nonchè a tutti gli stadi della loro preparazione dal confezionamento al loro consumo.
Diventa necessario dunque attuare una corretta sanificazione degli ambienti, delle attrezzature, e delle proprie mani (quando si cucina è necessario lavarsele spessissimo!). Più attenzione poniamo nella preparazione degli alimenti, più saremo in grado di limitare i rischi di contaminazione microbica degli alimenti stessi. Normalmente, la provenienza dei microrganismi avviene da acqua o aria inquinate, oppure sono trasmessi dall'uomo attraverso le mucose, (naso, bocca, orecchie, cuoio cappelluto...). O da animali infestanti, (ratti, scarafaggi, blatte ...). O essere inizialmente depositati sulle superfici per contatto con gli alimenti; non si può preparare una bistecca su un tagliere e poi sullo stesso affettare i pomodori per
l' insalata!
Le tossinfezioni alimentari di cui si sente parlare spesso, possono manifestarsi in qualsiasi momento, le cause possibili oltre a quelle citate,possono essere determinate dalla rapida proliferazione di batteri che avviene maggiormente quando si lascia per 
lungo tempo alimenti a temperatura ambiente. I cibi particolarmente deperibili vanno consumati entro brve dalla loro preparazione e comunque mantenuti a temperature superiori ai 70° se si tratta di alimenti da consumare caldi, o in frigorifero alla temperatura di 4° se si tratta di cibi da consumare freddi.
Particolare attenzione deve essere posta nelle preparazioni a base di uova crude (maionese, salse particolari, tiramisù...) nelle quali è possibile riscontrare la presenza di salmonelle. Alcuni accorgimenti da adottare per evitarne il rischio sarebbero quelli di anzitutto acquistare uova prodotte in stabilimenti certificati un' altra possibilità è quella di sciacquare le uova con acqua e aceto e lavarsi accuratamente le mani dopo aver gettato i gusci. Ma senza dubbio l'ideale sarebbe l'utilizzo di uova pastorizzate usate nella ristorazione ma da poco apparse sugli scaffali dei supermercati (attenzione alla temperatura di conservazione apposta sull'etichetta). Le stesse vengono portate alla temperatura di 72° per un tempo variabile (si tratta di minuti) così da distruggere qualsiasi presenza di salmonella.